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Preambolo

Questa è la prima bozza di una moderna “Magna Charta” per una nuova era della democrazia.

È anche un invito aperto e continuativo per le persone di tutto il mondo ad unirsi in una nuova ed importante collaborazione per rendere le nostre città più democratiche.

Questo invito è stato messo per iscritto per la prima volta nella città di Roma, il 29 settembre 2018. Noi, i suoi autori originali, siamo centinaia di persone provenienti da più di 200 città, 80 paesi, e sei continenti, che si sono riuniti all’interno del Municipio di Roma per un forum gratuito e pubblico, il Forum globale sulla democrazia diretta moderna (Global Forum on Modern Direct Democracy).

Noi cittadini, attivisti, studiosi, giornalisti, funzionari locali, amministratori elettorali, scienziati, insegnanti, imprenditori, agricoltori e molti altri, riuniti a Roma in un momento di grande preoccupazione e agitazione per il declino della democrazia a livello nazionale in molti paesi.

Discutendo di queste tematiche per quattro giorni, abbiamo rilevato una situazione completamente diversa a livello locale. Le città di tutto il mondo stanno lavorando duramente per diventare più democratiche e concepire nuove modalità di partecipazione dei cittadini. Abbiamo osservato un lavoro innovativo in riferimento alla partecipazione diretta dei cittadini nella città di Roma, e condiviso esempi di nuove idee e conquiste della democrazia da Brisbane a Berna, da San Paolo a Seoul, da Tunisi a Taichung.

Abbiamo imparato così tanto che ci siamo voluti impegnare per continuare a imparare, e per continuare a condividere questo lavoro. Quindi questo invito, questa “Magna Charta” cerca di portare le città di tutto il mondo nel dibattito, e di formalizzare quello che abbiamo appreso e condiviso con la creazione di una nuova organizzazione che è al tempo stesso globale e fortemente locale.

La “Magna Charta” è dunque un atto costitutivo di una nuova Lega internazionale delle città per la democrazia. A Roma, abbiamo concordato di diffondere immediatamente questa Carta in tutto il mondo. Attraverso questo processo aperto, vi viene chiesto di offrire i vostri suggerimenti, idee, emendamenti, ed in particolare le vostre firme, dei vostri concittadini e della città, cittadina o giurisdizione locale nella quale abitate e lavorate.

Che cos’è una città per la democrazia? Questa è la domanda che ci siamo posti a Roma, e qui ci sono alcune delle risposte a cui siamo giunti.

La Carta

Prima di tutto, crediamo che le città democratiche siano i luoghi dove i cittadini non smettono mai di adoperarsi per una maggiore democrazia.

Le città democratiche sono come dei ricercatori. Sperimentano. Cercano percorsi, nuovi e vecchi, testati e non, per accrescere la partecipazione. Le città democratiche non sono mai soddisfatte con i progressi raggiunti nel presente, perché sono troppo impegnate a lavorare su quelli futuri.

Una città democratica cerca di creare spazi fisici in cui le persone possono ritrovarsi, discutere, e prendere decisioni democratiche insieme, liberamente e in modo sicuro. Nelle città democratiche, questi spazi possono assumere qualsiasi forma, da edifici precedentemente abbandonati, alle biblioteche, alle scuole, alle isole ambientali, ai centri che sono esplicitamente case della democrazia.

Una città democratica è un luogo dove i cittadini – che siano funzionari eletti della città, personale o volontari – sono sempre a disposizione per assistere le persone quando aspirano a partecipare.

Una città democratica è un luogo dove i cittadini possono prendere decisioni su qualsiasi argomento o questione sui quali i politici sono chiamati a decidere. Cittadini e politici sono uguali.

Una città democratica sviluppa sempre nuove infrastrutture – umane, fisiche, e digitali- per la partecipazione e la democrazia. E una città democratica lavora per garantire che le infrastrutture siano aperte e trasparenti – in modo che le infrastrutture possano essere perfezionate e modificate dalle persone per servire al meglio la democrazia e la partecipazione.

In una città democratica, le regole per la partecipazione e la democrazia sono decise dal popolo stesso. E una città democratica salvaguarda le sue pratiche e procedure democratiche dai governi nazionali che cercheranno di prevalere o dichiarare nulla la democrazia.

Una città democratica si adopera non solo per educare e formare i giovani per la democrazia, ma anche per dare ai giovani, anche quelli meno esperti nel voto, un reale potere democratico, soprattutto sulle questioni che più li riguardano.

Una città democratica è un luogo dove le persone possono entrare in contatto con vicini e sconosciuti in quanto alimentano e creano movimenti sociali che possono cambiare il mondo.

In una città democratica, i cittadini collaborano per partecipare non solo nel quartiere e a livello locale, ma anche per partecipare ai livelli regionale, nazionale e transnazionale della democrazia.

Una città democratica sostiene la sostenibilità attraverso strumenti partecipativi perché non c’è democrazia futura senza sostenibilità.

Una città democratica incoraggia le persone a partecipare al processo decisionale in ogni sua fase – dalle proposte, alla ricerca, al dibattito, alla decisione finale.

Una città democratica richiede risorse per attuare ciò che i cittadini hanno deciso, e i cittadini devono essere in grado di capire e controllare come queste risorse siano spese.

Una città democratica permette agli elettori di votare con facilità, non dovrebbero sussistere discriminazioni in merito alla tecnologia utilizzata per votare. Al contrario, una città dovrebbe promuovere l’integrazione di procedure di voto tradizionali con procedure elettroniche per garantire che le procedure siano sicure, costruiscano un rapporto di fiducia con il cittadino e seguano le migliori pratiche internazionali.

Le elezioni in una città democratica includono tutte le persone, i residenti e tutti i portatori di interessi (stakeholders), anche coloro che potrebbero essere esclusi dai governi nazionali.

Sebbene le elezioni siano necessarie, una città per la democrazia e i suoi cittadini sanno che le elezioni non sono sufficienti. Una città democratica presta attenzione a tutte le voci nel periodo non elettorale.

Una città democratica non permette soltanto che i cittadini esprimano le loro idee sulla normativa, la Costituzione, la regolamentazione o altri aspetti della città. Tale città accoglie le proposte, cerca queste idee, e aiuta i cittadini a sviluppare le loro idee in formati accessibili per essere presi in considerazione dagli altri cittadini.

Una città democratica garantisce al suo popolo il potere di proporre ed emanare leggi (regolamenti) e Costituzioni (Carte), attraverso strumenti di democrazia diretta moderna come iniziative e referendum, e attraverso strumenti di democrazia partecipativa, come forme di partecipazione alla pianificazione delle spese. Una città democratica progetta questi strumenti con modalità che incoraggiano la deliberazione e la partecipazione di tutti.

Una città democratica cerca di rendere accessibili tutti gli strumenti necessari per la cittadinanza attiva online su siti affidabili.

Una città democratica protegge i diritti delle minoranze e cerca di garantire la rappresentazione e la parità di tutti i cittadini senza discriminazione di genere, razza, età o aerea geografica, non solo negli uffici eletti o nel personale scelto ma anche nella partecipazione pubblica.

Una città democratica garantisce la pluralità ed imparzialità dei mezzi di informazione per aiutare i cittadini a governare loro stessi.

Una città democratica è un luogo di perdenti felici. Ciò significa che, dopo che una decisione è stata presa, la parte perdente nel dibattito si sente come se fosse stata ascoltata, e di aver avuto una leale possibilità di partecipare (di aver partecipato in un procedimento equo).

E mentre una città democratica intraprende il proprio personale percorso verso un rafforzamento della democrazia, una città per la democrazia è egualmente desiderosa di imparare dagli errori o dai successi delle altre città.

Ecco perché le città per la democrazia hanno bisogno di una Lega internazionale di città democratiche.

A Roma, abbiamo concepito molte possibilità per realizzare tale rete di città- una rendicontazione annuale e una valutazione del processo di democracy-building; la condivisione di dati, strumenti ed esperienze attraverso incontri on-line e in loco con altri membri della rete, e anche programmi di scambio tra le città per il personale e i cittadini che lavorano per la democrazia. Speriamo che possiate immaginare ancora più.

Come firmare la Magna Charta e far parte della Lega di città

La costruzione di questa rete di città per la democrazia inizia adesso.

Questa nuova “Magna Charta” sarà fatta circolare a livello mondiale per un anno. Vi chiediamo di condividerla con la vostra città e con chiunque sia interessato. Per trasmettere suggerimenti, si prega di inviare un e-mail a: info@2019globalforum.com

Il prossimo anno, 2-5 ottobre 2019, nella città di Taichung, Taiwan, ci sarà un altro Global Forum al quale chiunque può partecipare gratuitamente per prendere in considerazione questa Magna Carta. Il mondo intero è invitato a partecipare a questo evento. I suggerimenti, le idee e le note di supporto dei cittadini e delle città saranno inseriti nel documento e la “Lega internazionale delle città per la democrazia” sarà ufficialmente lanciata.

Non ci sarà una versione definitiva della “Magna Charta”, o della Lega internazionale. Questo sarà un nuovo inizio. Questa Carta e questa Lega si evolveranno e integreranno le idee delle città e dei cittadini, ci sarà dunque la possibilità di riunirsi e di apportare delle modifiche.

Questo è come dovrebbe essere. Perché nessuno ha l’ultima parola in una città democratica. La democrazia è una conversazione che non finisce mai.